GE Elvis Presley  
 

Vai Indietro   Grazie Elvis Forum > Elvis Presley > Elvis Presley: Interviste e Documenti

Rispondi
 
Strumenti Discussione Modalità Visualizzazione
  #1  
Vecchio 13-05-2007, 08:33
hurt hurt Non in Linea
Elvis Golden Fans
 
Data Registrazione: 03 2006
Locazione: a casa mia
Messaggi: 12.666
Predefinito Re: Intervista A David Stanley

D. David, vorrei farti qualche domanda sul 16 Agosto 1977. Su Raised On The Rock, hai scritto dei grandi conflitti interni che Elvis visse nel corso della sua vita ed, in particolare negli ultimi mesi, l’uscita del libro di Red, Sonny e Dave, i suoi problemi di salute, ecc. Il libro delle cosiddette guardie del corpo, quanto fu devastante per Elvis?

DS. Era distrutto per il libro. Si trattava dei suoi amici intimi che portavano alla luce i seri problemi, che avevano avuto effetti nella sua vita. Si sentì tradito. Red fu onesto con Elvis circa i problemi con i farmaci e penso che questo sia stato un motivo per cui venne licenziato. I ragazzi erano stati licenziati, ma non da Elvis. Questo lo aveva ferito molto.
Quello che hanno scritto è vero. cioè nessuno ha obbligato Elvis a prendere i farmaci. Elvis, in quel momento doveva partire per un nuovo tour, era molto in soprappeso e non in buona salute e questo libro stava per essere pubblicato. Non voleva farsi vedere com’era e dare conferma di ciò che c’era scritto nel libro. Non sapeva come gestirla. Devo dire queste cose perché le critiche non possono includere Red, Sonny o Dave.
Ribadisco, Elvis era il responsabile di Elvis. La sola cosa che si può dire sul libro è che divenne, definitivamente, un caso di cattiva tempistica.

D. Intendi dire che il tour dell’agosto 1977 stava per essere annullato?

DS. Elvis non era nelle condizioni di affrontare un tour, né fisicamente né emotivamente. E lui lo sapeva. Trattandosi di Elvis, non voleva deludere i suoi fans, ma c’erano condizioni sufficientemente serie, per dover cancellare il tour.

D. Al Momento della sua morte, tu eri una delle sue guardie del corpo, in forza a Graceland. Quanto è successo quel giorno è stato ripetuto molte volte. In Life With Elvis, hai scritto che nell’agosto 1977, per Elvis era arrivato il momento di morire. In Raise On The Rock, hai scritto della tua ultima conversazione con Elvis, il 14 Agosto 1977: “L’ultima cosa che mi disse fu “David, voglio dirti addio” Come possiamo interpretare le sue condizioni? Puoi spiegarci questi due punti?

DS. Credo che per tutti arriva un momento in cui siamo pronti a fare il passo successivo. Per Elvis, il momento fu l’agosto 1977. Alle volte è tempo di andare….. ed Elvis era pronto per fare il passo successivo del suo viaggio. Io dico sempre “Sii Elvis per un giorno”. E’ sbalorditivo che non gli sia successo prima.

D. Sempre in Raised On The Rock, fai questo commento “Lui (Elvis) era una persona che aveva tutto, ma era infelice con ciò che la fama e la ricchezza gli avevano portato.” Tutti sappiamo quanto Elvis fosse preso dalle cose spirituali. Perché pensi che Elvis non abbia trovato la pace interiore che così tanto voleva e per la quale si dava tanto da fare?

DS. Credo che Elvis abbia trovato un po’ di pace interiore. Vi si è addentrato, ma non ha saputo gestirla contro tutti i suoi demoni. In un certo senso la leggenda prende il sopravvento sulla realtà. Ricordo la sua affermazione più chiara: “L’immagine è una cosa, ma l’uomo è un’altra”. Lui era cosciente della sua influenza. Elvis ha trattenuto molto di se stesso. Penso che si sia tormentato, su come gestire il potere di Dio, nei concerti, quel potere spirituale, ritenendo fosse parte del suo scopo, ma non era totalmente sicuro di come convogliarlo al suo pubblico.
Spero che di aver spiegato il senso.

D. David, continuando con le mie precedenti domande, ce n’è una molto importante, che fanno milioni di fans. Nell’agosto 1977 Elvis voleva vivere?

DS. E’ una domanda molto profonda. Io ritengo che Elvis e Dio abbiano chiuso una trattativa. Elvis era pronto per il passo successivo, ma non su questa terra.

D. La morte di Elvis ha sconvolto il mondo e a molte persone ha fatto fare una riflessione sulla propria immortalità e il significato della loro vita. Tu, seguendo la morte di Elvis, hai scritto in modo esteso e aperto circa la tua spirale verso il basso. Dopo 25 anni, come risultato della morte di Elvis, qual’ è la cosa più importante che hai imparato sul mondo o su te stesso?

DS. C’è stata la possibilità di crescere come individuo, ma mi ci è voluto molto tempo. E’ una riflessione possibile ed è veramente importante capirla. Molte persone, quando c’è molto lavoro da fare, per loro stessi, lasciano perdere. Io ringrazio Elvis per le cose meravigliose che sono entrate a far parte della mia vita, in quanto suo fratello.

D. David, è stato scritto e detto molto, sulla parte oscura di Elvis. Tuttavia era solo un essere umano e c’era anche una parte adorabile di lui, di generosità. Quali sono i ricordi più forti che hai in proposito.

DS. Su scala da 1 a 10, anzi da 1 a 100, i momenti tristi furono circa il 7 o l’8% , ma il restante 93% del tempo è stato meraviglioso. Elvis era una persona enormemente divertente, affascinante, generoso (ti dava il didietro). Quello che intendo donava tutto! Era il più grande benefattore e non intendo solo di cose materiali. Ci dava la pacca sulla spalla, una parola buona, un avvertimento. Ha fatto i suoi doni, la sua musica, la sua vita per i fans. Il motivo per cui non c’era molto delle sue proprietà quando morì, è che donava tutto. Ricordo i milioni di dollari che ha dato per fare beneficenza. E di solito era una persona molto positiva. Si divertiva moltissimo quando giocavamo a Graceland oppure fuori dai set cinematografici.

D. Essendo stato così vicino ad Elvis, riesci a capire l’ossessione dei suoi fans, anche dopo così tanto tempo dalla sua morte?

DS. Con Elvis è sempre esistita la dedizione dei suoi fans. Io sono stato un fan dei Beatles, ma non ho mai voluto fare un pellegrinaggio a Liverpool. Il mio obiettivo principale nella vita, non è mai stato di andare a Liverpool, come, invece succede ai fans di Elvis, con tale dedizione da andare a Graceland, come andare in paradiso. Questa tipologia di fans di Elvis sono unici, leali, devoti, come Elvis è stato per loro. Hanno bisogno di fare qualcosa per lui e, per me, questo è stupendo!!!

D. Che cosa fa adesso, nel 2003, la famiglia Stanley?

DS. Mio fratello Ricky è un evangelista in Florida, lui rappresenta una storia miracolosa su come un ragazzo selvaggio supera situazioni incredibili, sopravvive e trova Dio. Billy vive a Nashville ed è introdotto nell’informatica e nelle macchine da corsa. Mia mamma adesso ha 76 anni, in salute e felice. Tutti abbiamo rimpianti, come tutti abbiamo fatto errori.

D. Se dovessi descrivere la tua vita con Elvis in una parola, cosa diresti?

DS. FENOMENALE

D. David, guardando indietro alla tua vita, cresciuto con Elvis, qual’è il tuo ricordo più importante?

DS. Non farei cambio della mia vita con Elvis, per niente al mondo. E’ stata la più grande esperienza della mia vita. Ho fatto parte della storia con un uomo meraviglioso, una persona che è stata il mio insegnante. L’eredità della mia vita è un dono di Elvis Presley.

D. David, come persona che ha avuto la terribile esperienza derivata dagli effetti negativi delle droghe e dell’alcol, ora stai aiutando la gente con il Solutionary Dynamics. Cosa vorresti dire alla gente che oggi si trova in un circolo di autodistruzione?

DS. Tutti noi abbiamo potenzialità incredibili, ma per capire questo potenziale, bisogna affrontare le proprie paure e gestire queste cose, tenendole alle spalle. Si può fare. Certamente non è facile, e io posso testimoniarlo, ma si riesce.
Rispondi Citando
  #2  
Vecchio 13-05-2007, 08:39
hurt hurt Non in Linea
Elvis Golden Fans
 
Data Registrazione: 03 2006
Locazione: a casa mia
Messaggi: 12.666
Predefinito Re: Intervista A David Stanley

Il fratellastro di Elvis, David Stanley ci ha parlato del suo primo film The Headhunter (un film della Impello Films/Aaron Productions)



(The Headhunter è il nick con cui Elvis chiamava David)

D. David, che novità ci sono con il tuo film The Headhunter?

DS. E’ molto eccitante. Per ora il film è “nel contenitore” come si dice in gergo cinematografico. Dopo 3 mesi di preparazione abbiamo iniziato a girare in Febbraio e montato 22 giorni dopo. C’era una scadenza da rispettare e lavoravamo 16 ore al giorno, ma siamo contenti di quello che abbiamo ottenuto. Dopo quasi un anno di lavoro e milioni di dollari per finanziare The Headhunter, possiamo finalmente vedere la luce in fondo la tunnel e ne siamo tutti contenti.

D. Dove è stato girato?

DS. Principalmente a Los Angeles e nei dintorni di Burbank, North Hollywod e il centro di L.A. Le scene dell’aereo sono state girate a Van Nuys e abbiamo girato anche a Pasadena e molti altri posti. Abbiamo viaggiato molto e come puoi immaginare è piuttosto stancante.

D. Chi sono gli attori principali di The Headhunter?

DS. Ne abbiamo valutati tanti prima di iniziare. Billy Baldwin che doveva interpretare il re, ebbe un problema di salute in famiglia e non era disponibile. Così abbiamo scelto Peter Dobson. E’ un attore con ottime credenziali, tra cui anche Forrest Gump.
Tom Sizemore, un attore familiare a molte persone, che impersona Ronnie. Anche Tom ha avuto dei ruoli di rilievo in Saving Private Ryan, Heat, Pearl HArbor e Blackhawk Down. Il personaggio di Ronnie è un insieme di 2 o 3 dei ragazzi che facevano parte dell’entourage del re.
Mark Roston, apparso in Ruch Hour e Shawshank Redempion, impersona Frank. Bryan Kurst è Jeff. Bryan è apparso in molti show televisivi famosi. Chi fa la mia ragazza/1° moglie, Katie in The Headhunter, è Danielle Keaton. Max Perlick interpretata il personaggio di Darryl. Abbiamo anche un insegnante di arti Marziali Larry Tatum che interpreta Ed Parker.
Penso che la gente che vedrà The Headhunter sarà piacevolmente impressionata dalla qualità degli attori che abbiamo scelto.
Per tutti i personaggi più importanti, abbiamo deliberatamente usato nomi diversi, per un sacco di motivi. Sarebbe stato troppo costoso assumere 15 attori per interpretare ognuno dei ragazzi della Memphis Mafia, così abbiamo deciso di raggruppare i personaggi. Lo stratagemma ci ha anche permesso di focalizzarci sul personaggio di David Stanley, e non sull’entourage di Elvis.

D. Cosa dobbiamo aspettarci da The Headhunter?

DS. The Headunter non è un film sulla vita di Elvis…. È un film su David Stanley. Parla della mia esperienza i tour con il re e gli effetti che ha avuto su di me, Un giorno ero a scuola e il giorno dopo ero un adulto in un mondo molto eccitante. E fu la “fine della mia innocenza”.
Il re ha un ruolo primario nella storia, ma non è il personaggio centrale. Nel corso del film parlaimo di lui come “Il Re”. E’ importante capire che, quelli di noi che sono cresciuti e che sono stati con Elvis, hanno una loro storia personale, su come lo vedevamo e come ci rapportavamo a lui.
In The Headhunter non cerchiamo di raccontare nuovamente la storia di Elvis. Questo film non è sui colletti alti, le basette e gli hound dogs. Con c’è musica e non ci sono nemmeno scene di Elvis on stage. Lo vedrete salire sul palco. Non volevamo inserire impersonators, perché è esistito solo un Elvis e nessuno può ricreare quello che lui era sul palco.
Dalla mia prospettiva, è anche importante che anche un bilanciamento nella storia che raccontiamo. Per questo motivo vedrete anche molti aspetti della storia. Ad Esempio, in merito al libro di Red e Sonny “Elvis, What Happened”, nel film ci saranno le loro ragioni sui fatti, con Frank e Jeff. Anche nella vita, spesso le cose non sono bianche o nere, come alle volte si crede.

D. David, come ti sei trovato a rivivere alcuni dei momenti emozionanti della tua vita?

DS. Ce n’è una scena in particolare , che ritengo la gente troverà molto commovente. E’ la scena del giorno in cuui Elvis mori. E’ molto forte e quando l’abbiamo girata, avevo le lacrime agli occhi.

D. In questo momento sei nella fase di post-produzione?

DS. Sì, adesso avremo 6 settimane di post produzione a Dallas e L.A.. In questa fase faremo tutto il montaggio, il mix del suono e la colonna sonora. Ripeto, visto che The Headhunter è la storia di David Stanley, ci sarà molta della mia musica preferita, quella musica con cui sono cresciuto: ZZTop, The Alma Brothers Band, Lynard Skynard.

D. E per quanto riguarda la promozione?

DS. Ci sono molti festivals del cinema a cui vorremmo partecipare, tra cui The Toronto Film Festival, American Film Market – LA, Sundance Film Festival e Caan Film Festival (penso sia il Festival di Cannes) . Presenteremo The Headhunter a queste manifestazioni e intensificheremo la distribuzione nazionale ed internazionale. Sono certo che riceveremo riscontri positivi.

D. David a quale categoria appartiene il film The Headhunter?

DS. Essenzialmente è drammatico. Ci sono elementi tragici e naturalmente contenuti storici.

D. Ti sei garantito un distributore per il film?

DS. Ci siamo messi in contatto con parecchi dei principali distributori, come la Miramax, Dream Works, Lion’s Gate. Abbiamo ricevuto offerte da 22 società e stiamo valutando attentamente chi scegliere.

D. Quando pensi di presentare The Heahhunter?

DS. Inizialmente lo presenteremo nei teatri del Nord America, che idealmente dovrebbe avvenire in Ottobre-Novembre 2006 opure all’inizio del gennaio 2007.

D. Tu sei il regista del film. Come hai vissuto questa esperienza?

DS. E’ stato fantastico e gratificante. E’ anche stato impegnativo e stimolante, comunque una meravigliosa esperienza. Sul set Tom Sizemore mi disse: David, sembri naturale!
E’ stato bello sentirmelo dire, soprattutto da qualcuno che ha così tanta esperienza nel settore. Per me non era del tutto sconosciuto. Essendomi laureato in Cinema e Comunicazione, nel corso degli anni, mi sono trovato su tanti set, perciò quantomeno, sapevo cosa aspettarmi e avevo un’idea di come volevo dirigere il film e cosa ottenere.

D. Hai accennato che il personaggio di Darrys è basato su Charlie Hodge. Che cosa hai provato quando Charlie è morto?

D. Ero profondamente triste. Davvero ho grandi ricordi di lui. Era divertente, un ragazzo felice. Come espressione di rispetto verso Charlie, alla fine del film includeremo: In Memoria di Charles Franklin Hodge.

D. Si suppone che facendo The Headhunter ti abbia lasciato poco tempo, per fare anche altro. Hai potuto fare altro?

DS. Hai ragione. Fare un film è un lavoro che richiede molto ed è estenuante. Però ho trovato un po’ di tempo per fare altre cose, come i discorsi tramite la Solutionary Dynamics. Inoltre sto valutando per iniziare la pre-produzione del prossimo film, Predator In The Pulpit. Mi occuperà molto tempo per il prossimo anno, in cui il mondo ricorderà il 30 anniversario della morte di Elvis.

D. In un recente documentario in DVD, The TCB Gang, Charles Stone racconta la storia di quanto Elvis è morto. Lui (Charles) aveva un biglietto aereo in tasca per andare a Londra, per prenotare Wembley. Lo sapevi?

DS. No

D. Cosa ne pensi degli artisti che fanno i tributi ad Elvis?
DS. E’ una domanda molto difficile. Molti dei grassoni che fanno la loro performance sono completamene fuor,i da quello che si definisce rispetto per Elvis e ci sono alcuni artisti che sono professionisti consumati. Quando il tutto diventa di cattivo gusto, io credo che sia un po’ come la vita……… alle volte è necessario con il buono prendere anche il cattivo.

D. David, hai visto la miniserie della CBS, Elvis, e cosa ne pensi?

DS. L’ho vista. Ho pensato che molte scene erano fatte bene, tuttavia non mi è piaciuto come sono state girate le perfomances live. Non sono convincenti.

D. Qual’è la tua opinione sulla vendita della parte operative della EPE a Robert Sillermann?

S. Credo che questa sia una mossa intelligente per entrambi, sia la EPE che Sillermann. Per quanto riguarda la tenuta, permette loro di assicurasi che l’eredità di Elvis, anche in futuro, , con un imprenditore di grande successo, sia gestita in modo professionale. A Robert Sillermann offre l’opportunità di tenere l’icona Elvis su di un altro livello. Mi riferisco ad alcune svolte che si implementeranno. L’idea dei parchi a tema Elvis, di un casino Elvis a Vegas, ecc. sono idee azzardate, ma se hanno successo, Robert Sillemann ed Elvis arrivano al cielo.

D. David grazie per la chiacchierata. Andremo a vedere la prima di The Headhunter.

DS. Il piacere è stato mio e sono sicuro che il film ti piacerà
Rispondi Citando
  #3  
Vecchio 13-05-2007, 08:46
L'avatar di  Clint Reno
Clint Reno Clint Reno Non in Linea
Elvis Golden Fans
 
Data Registrazione: 11 2004
Locazione: Graceland
Messaggi: 4.407
Predefinito Re: Intervista A David Stanley

Grazie!!! Ora non posso ma lo leggerò tutto il più presto possibile!!!
Rispondi Citando
Rispondi

Bookmarks

Strumenti Discussione
Modalità Visualizzazione

Regole di scrittura
You may not post new threads
You may not post replies
You may not post attachments
You may not edit your posts

BB code is Attivo
Smilies è Attivo
[IMG] il codice è Attivo
Il codice HTML è Disattivato

Vai al Forum

Discussioni simili
Discussione Ha Iniziato questa Discussione Forum Repliche Ultimo Messaggio
Rick Stanley colpito da infarto Lisa News 0 24-02-2011 19:22
David Stanley: Onora il padre, disonora il patrigno Lisa News 18 08-11-2010 16:29
Intervista a David Briggs-2006 hurt Elvis Presley: Interviste e Documenti 20 17-11-2008 20:16
Dee Stanley ci riprova: documentario su Elvis Presley Lisa News 7 23-07-2007 17:41
Ricky Stanley hurt Tutto Elvis 0 07-01-2007 22:46


Tutti gli Orari sono GMT +1. Attualmente sono le 08:23.


Powered by keyBoard versione 3.8.6
Copyright ©2000 - 2026, Assiplan.italia!