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Quote:
![]() Può essere che la/il giornalista, voglia provocare una reazione di Robbie Williams, per indurlo a fare una dichiarazione spontanea. Così otterrebbero uno scoop con il loro solito metodo. |
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Benvenuti a Graceland ![]() Graceland, definizione 1: la mansion di Elvis Presley a Memphis, oggi museo e santuario, ove l’artista visse e spirò. Graceland, definizione 2: album capolavoro di Paul Simon, considerato l’antesignano della world music; Graceland, nuova definizione: Arezzo, la Terra Promessa del Cocainomane. Può sembrare un titolo ad effetto, ma è la realtà. Ad Arezzo sniffano in tanti, tantissimi, molti più di quanto crediamo. Sniffano professionisti. Sniffano operai. Imprenditori ed insegnanti. Medici e militari. E, soprattutto, sniffano i giovani, sempre più giovani, per i quali calarsi la bamba il sabato sera è segno di distinzione, specie ora che si trova a buon prezzo. Già, perché la coca, non è droga di emarginazione, come l’eroina; non è droga da “sballo puro” come MDMA (Extasy) e allucinogeni; è invece droga “sociale” a tutti gli effetti: chi la assume, lo fa per accantonare provvisoriamente l’immondizia delle proprie inadeguatezze, e sentirsi, per una sera, leone. Lo fa perché sniffare è di moda, è “da guadrinai”, fa trend, ed è bello sentirsi per una sera forte e rispettato, quando nella vita diurna ci si sente invece un due di picche. Lo fa perché lui/lei si sente terribilmente empatico e sexy, e magari rimedia una bella scopata, su cui discutere con amici e amiche per una settimana. Fino alla prossima sniffata. Eh, sì. La cocaina è una droga da smidollati, nel senso letterale del termine: fa presa sulle persone prive di midollo spinale. Non bisogna sorprendersi dei fatti del Grace, di cui, ne sono convinto, gli inquirenti hanno grattato solo la superficie. La bamba infatti segue implacabilmente l’errare notturno degli smidollati, che si posa, a tappe fisse, nei soliti locali alla moda. E si sposa infinitamente bene con l’alcol, al punto di scindersi nel terribile cocaetilene, la miscela più distruttiva di tutte. Sniffata. Tre superalcolici. Arisniffata. Altri superalcolici. Le vene pulsano, il torace preme, ma non importa… …carina quella lì. Come si chiama? Così via fino al giorno dopo, quando, dopo un sonno da catacomba, si è colti da un down implacabile e distruttivo: agli effetti fisici del dopo-sbornia, si aggiungono quelli neurologici conseguenti al blocco del reuptake noradrenalinico e dopaminico. Ovvero, oltre alla nausea e alla pressione sotto i tacchi, anche un senso di stanchezza e depressione cosmica. Che fa sentire ancora più due di picche. E allora c’è urgente bisogno di un’altra striscia. Eccolo l’effetto “craving”. La base di quella piramide che ti fa diventare, nel giro di pochi mesi, un tossico a tutti gli effetti. Dal SERT ci fanno sapere che, anche se consumatore occasionale (ovvero da sabato sera), se dopo una tirata, senti il bisogno di alcol, già sei in fase di dipendenza da cocaetilene. Anzi, la USL 8 di Arezzo ci fa sapere che i ricoverati per cocainomania sono in progressivo aumento. Ma questo quando va bene. Perché può anche andare male: anziché il taglio inerte del mannitolo o del lattosio, ti capita la pista tagliata col veleno. E lì ci rimani secco. ![]() La nostra Graceland è anche particolare, perché nascosta e associata con la città del Centro con il più alto numero di banche. Vediamo cosa ci dice la Relazione Annuale Antidroga per il 2007 , a cura della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Ministero dell'Interno: “I dati assoluti dell’attività di contrasto alla droga, svolta in questa Provincia nel 2007, si attestano su valori medio bassi rispetto alla media nazionale. Tali indicatori presentano, tuttavia, un maggiore equilibrio se rapportati alla popolazione residente. Rispetto al 2006 si rileva un aumento delle operazioni antidroga (+35,29%) e dei sequestri di stupefacenti (+30,21%), a fronte di una diminuzione delle persone segnalate (-18,49%). Il sequestro quantitativamente più significativo è stato quello relativo a Kg.33 di hashish, avvenuto nel mese di maggio a Pergine Valdarno. Delle 97 persone complessivamente segnalate all’A. G. durante il 2007 nello specifico settore, 2 sono state denunciate per fatti connessi a fenomeni di tipo associativo. Non trascurabile il coinvolgimento in questa provincia dei gruppi criminali stranieri negli affari del narcotraffico (i denunciati sono stati 30). Fra i gruppi più attivi sono risultati quelli di nazionalità albanese e marocchina. Nel decennio i casi di decesso per abuso di stupefacenti sono stati 42, di cui 11 nel 2007.” Sembra, la nostra, una Provincia tranquilla. Sembra. Perché quelle 11 morti per overdose nel 2007, ci pongono ai vertici di tutto il centro-italia (di più solo a Perugia). Perché quel “maggior equilibrio” proporzionato alla popolazione residente, se incrociato con i dati epidemiologici, si scopre poi essere drammaticamente più alto rispetto alla media nazionale, specie per quanto riguarda la cocaina (vedi tabella) – e, attenzione, sono dati che si basano solo sui casi segnalati, che sono un percentuale minima rispetto ai consumatori reali. Perché, fino ad oggi, si è tentato di frenare l’afflusso di droga solo tramite i posti di blocco stradali. Risultato, aumenta la quantità di droga sequestrata, diminuiscono i fermati. Sotto questo aspetto, l’indagine sul “Grace” rappresenta una novità in termini di politica investigativa antidroga. Non tanto perché si è andati a cercarla nei locali. Già, infatti, in passato, ad Arezzo sono stati chiusi almeno un paio di famosi locali per spaccio di coca. Ma, ed è qui il punto, quanti di voi se ne ricordano? Nessuno. Perché tutto fu fatto passare senza clamori. E non chiedetemi la ragione, perché non la conosco. So solo che se ora si sbatte su You Tube uno squallido filmato di giovani idioti della (finta) Arezzo-bene che sniffano come stantuffi. So che oggi, per la prima volta, si fanno nomi e cognomi sui giornali, cullandosi sull’effetto “allarme sociale” e, guardando la foto a lato, sull’ipocrita giustificazione del tipo: “Gesù, quella potrebbe essere mia figlia”.Ebbene, ho seguito con molta attenzione (e una certa emozione) l’appassionata discussione svoltasi su queste pagine, e dopo lunghi pensieri, mi sono convinto: mettere il filmato su internet è stato giusto; fare i nomi è stato sbagliato. La prima convinzione è maturata dal fatto che, purtroppo, la società in cui viviamo tende ad anestetizzare tutto, e perciò ha bisogno di emozioni forti. Quel filmato è stato visto praticamente da tutta Arezzo. Se ne parla nelle scuole, nelle famiglie, tra gli amici. E questo è un bene. Chissà che qualche giovane tentato dalla bamba, ora si ritragga. Chissà che qualche genitore un po’ distratto, ora si domandi cosa fanno i propri figli la sera. Chissà che la società aretina cominci ad affrontare il problema della cocaina con la giusta serietà e severità. La seconda, invece, deriva dal mio ostinato garantismo giudiziario. Innanzitutto, io non farei mai nomi con indagini in corso. Se fossi infatti uno dei fornitori della cocaina al Grace e leggessi sul giornale i nomi e cognomi degli arrestati, la prima cosa che farei è fuggire all’estero. Ma ammettiamo pure che i nomi si potevano fare, in quanto non comprometterebbero le indagini. Bene. Sono essi forse personaggi pubblici, da cui ci si attende comportamenti irreprensibili? Sono forse i corrieri internazionali di Sendero? No, amici, niente di tutto questo. Sono dei figli di papà qualunque, dediti alla cocaina. Alcuni di loro sono stati rilasciati. Altri attendono un processo per spaccio che, vedrete, se proprio sarà provato, riguarderà la loro cerchia di amici. Pesci piccoli quanto i loro cervelli. Lasciateli in pace. Si sono già rovinati da soli. Parlandone troppo, invece, rischiamo inconsapevolmente di farne dei martiri. E la lotta alla droga non ne ha bisogno. SABATO 03 MAGGIO 2008 18:48 - Fabio Massimo Fabrizio ![]() ![]() ![]() ======================================= Mio commento personale: CHE ASSOCIAZIONE DEL PIFFERO!!!! ![]() ![]() ![]() In Italia proprio non si riesce ad associare Elvis Presley alla musica, ma lo si .associa solo alle droghe..... ![]() ![]() Non c'è peggior ignorante di colui che vuole esserlo!!!!!!!!!! ![]()
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Arriva il primo album dei Glasvegas, i preferiti della figlia di Elvis
I Glasvegas, gruppo scozzese formatosi nel 2006, pubblicheranno l'album d'esordio attorno all'inizio del prossimo settembre. La band ha tra i propri più ferventi ammiratori Alan McGee, il discografico "scopritore degli Oasis", il quale non perde occasione per parlar bene della formazione, e Lisa Marie Presley. La figlia del King, nel corso del suo ultimo viaggio in Gran Bretagna, ha insistito per conoscere personalmente i membri della band.I Glasvegas, che finora hanno pubblicato solamente tre singoli, spediranno nelle rivendite il quarto, "Geraldine", il prossimo 26 giugno. Il gruppo sta terminando le registrazioni dell'album a New York in compagnia del produttore Rich Costey, in precedenza alla corte degli Interpol e dei Muse. Tra i brani che figureranno sul disco sono da annoverare "Lonesome swan", "Daddy's gone" e "It's my own cheating heart"; quest'ultima si ascolta su http://www.myspace.com/glasvegas Da Rockol ************************************** Ricordo di aver letto che Lisa Marie si è molto identificata nella loro canzone "Daddy's gone" . Questo è il video E questo è il testo della canzone how you are my hero how your never here though remember times when you put me on your shoulders how i wish it was forever you would hold us right now im too young to know how in the future it will affect me when you go you could have had it all you, me, and mum y'know anything was possible i wont be the lonley one sitting on my own and sad a fifty year old reminiscing what i had i wont be the lonley one sitting on my own and sad forget your dad, he's gone all i wanted was a kick-a-bout in the park for you to race me home when it was nearly getting dark how i could've been yours, and you be mine it could've been me and you until the end of time do what you want, when you want be as fuckin' insincere as you can what kind of way is that to treat your wife to see your son on saturdays what way is that to live your life? i wont be the lonley one sitting on my own and sad a fifty year old reminiscing what i had i wont be the lonley one sitting on my own and sad forget your dad, he's gone |
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Walk the line di James Mangold all’Unplugged music club di Firenze
dal 07/05/2008 22:00 al 07/05/2008 23:45 Mercoledì 7 maggio alle ore 22.00 all’Unplugged music club (via de' Saponai 14/r) di Firenze verrà proiettato Walk the line di James Mangold con Joaquin Phoenix e Reese Witherspoon (oscar come Miglior Attrice protagonista). Il film ripercorre la carriera del grandissimo Johnny Cash (Phoenix), anima pura della canzone americana, e del suo turbolento rapporto d'amore con June Carter Cash (witherspoon). La storia ha inizio in Arkansas durante l'epoca della Depressione e mostra le origini del suono di Cash, quando era semplicemente il figlio di un mezzadro, passando poi attraverso i tour scatenati con pionieri del rock'n'roll come Elvis Presley, Carl Perkins, Roy Orbison, Jerry Lee Lewis e Waylon Jennings, e terminando la sua corsa nel 1968 alla prigione di Folsom dove Cash tenne un concerto memorabile immortalato nel disco “ Live at folsom prison”. Johnny Cash è una figura chiave per capire la cultura americana degli ultimi sessant’anni. La sua musica è una miscela di folk, country e rock ‘n’ roll, le sue liriche e la sua onestà artistica e intellettuale hanno ispirato artisti come Bob Dylan e Neil Young. Nel film gli stessi attori si cimentano nell’interpretazione dei brani di Cash con notevoli risultati. Canzoni leggendarie come Cocaine Blues, I walk the line, Ring of fire, Get the rhythm, Folsom Prison Blues sono cantati con grande dignità e intensità da Joaquin Phoenix o in duetto con la Witherspoon. |
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Mick Hucknall: via i Simply Red e avanti il vino rosso
Mercoledì 7 Maggio 2008 alle 14:55 ![]() A 47 anni Mick Hucknall, leader dei Simply Red , inizia una nuova vita. Il 16 maggio pubblica Tribute to Bobby, il primo album da solista, quindi girerà l’Europa per il Solo Summer Tour (19 luglio Aosta, 20 Brescia, Summer Festival, 22 Roma, 23 Lucca, Summer Festival) e nel 2010 - dopo 25 anni di onorata carriera - la band con cui è arrivato al successo cesserà di esistere. Ma se il musicista volta pagina con i Simply Red, non ha alcuna intenzione di abbandonare un altro rosso: il vino che produce sulle pendici dell’Etna. Il primo album che riporta il tuo nome racchiude dodici cover: perché hai scelto i brani di Bobby ‘Blue’ Bland? Perché spero di farlo conoscere al grande pubblico, cui non interessa se sei tu l’autore di ciò che canti: lo dimostrano Elvis Presley e Frank Sinatra, che non hanno scritto nulla. La voce di bobby rientra da sempre tra la mie top ten e cantare i suoi pezzi è stata la cosa più naturale che potessi fare: ho iniziato ad ascoltarlo a 18 anni, in piena era punk e non l’ho più lasciato. Gusti originali per un teen ager: come potrebbero appassionarsi i ragazzi al blues e al rhythm&blues, oggi? Per curiosità, per il piacere di scoprire, com’è capitato a me a 13 anni. Nessuno che frequentavo ascoltava quel genere di musica. Devo ammettere, però, che i giovani partono svantaggiati: oggi la cultura musicale è in discesa libera. Esistono pochissimi negozi specializzati e gli artisti si votano dal telefono di casa… Il progresso non sempre significa evoluzione. A proposito di evoluzione, con questo Cd hai intrapreso un percorso inedito… E infatti sono entusiasta ed emozionato come un ragazzino al debutto. Mi sento rinato e la mia salute mentale ne ha beneficiato parecchio. Non avrei potuto procedere oltre con lo stile dei Simply Red, le influenze sono diverse, ora: prima c’erano gli anni Settanta e Ottanta, Marvin Gaye e Barry White, mentre adesso mi ispirano i Cinquanta e i Sessanta, il gospel, i ritimi più fisici. Con un cambio così netto di direzione il nome Simply Red sarebbe fuori luogo. Così, nel 2010, lo chiuderemo in soffitta. I musicisti, però, restano gli stessi. Tra l’album, il tour imminente e il progetto a lungo termine trovi il tempo per occuparti del tuo vitigno? Non rinuncerei per nulla al mondo! L’attività che ho intrapreso in Sicilia, ormai otto anni fa, mi riempie d’orgoglio. Coltivo uve autoctone - come Nerello Cappuccino, Nerello Mascalese - e produco Etna rosso e bianco. Proprio settimana scorsa ho firmato il contratto per la sua distribuzione con Teatro del Vino. Punto all’eccellenza, non alla quantità e a introdurre sul mercato un nuovo prodotto. Com’è nato il tuo interesse verso l’enologia? Studio il vino dal 2001 e sono ambasciatore del gran vin de Bordeaux insieme a Omar Sharif. E pensare che tutto è nato per caso, ricordo esattamente il momento: era il 1988, mi trovavo a Milano e ho assaggiato un Roberto Voerzio della Luna. Mi sono reso conto che il vino è arte. La seconda illuminazione risale a un paio d’anni fa, a Londra, ospite di un amico, grazie a un maginifico Château Pétrus del ’75: mi ha cambiato la vita. |
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Cinque tagli di capelli per raccontare il rock
![]() ![]() ![]() In occasione dell’apertura di Gianni Del Vecchio Hair Point, il primo concept store campano dedicato alla cura dei capelli con ampie selezioni di dischi e libri a cura di FNACNapoli, ecco un pomeriggio/evento per raccontare la musica popolare degli ultimi cinquant’anni a suon di forbici! Mercoledì 7 maggio 2008 (ORE 18.00) negli spazi delForum FNAC spazio alla passione per le acconciature che hanno fatto la storia del rock. Protagonista sarà l’hairstylistcampano Gianni Del Vecchio. Dalla chioma di 're' Elvis Presley alla camaleontica Madonna, dai caschetti dei Beatles alle creste-punk dei Clash o ai lunghi capelli vaporosi dei Led Zeppelin: la storia del rock sarà raccontata attraverso i tagli di capelli più celebri, entrati di prepotenza nell’immaginario collettivo contemporaneo. A metà strada tra show tecnico, percorso fotografico e incontro musicale, l'appuntamento di Mercoledì 7 maggio al forum FNAC vedrà protagonista il grande pop-rock letto attraverso gli occhi e la professionalità di Gianni Del Vecchio, hairstylist che dagli anni Ottanta esplora il connubio capelli/musica. L’appuntamento sarà, inoltre, arricchito da un percorso fotografico dedicato alle grandi icone del rock, da un dj-set e dalla presenza di cinque modelli scelti da Del Vecchio sulle cui chiome verranno riproposte le pettinature delle cinque icone-rock per eccelenza. A fare da ‘narratore’ dell’appuntamento pomeridiano sarà il giornalista musicale Michelangelo Iossa, affiancato alla consolle da DJ Umby. Un pomeriggio dedicato all’indissolubile connubio capelli/musica…perché le grandi icone rock-pop vengono ricordate anche per la loro immagine! Mercoledì 7 maggio(dalle ore 18.00) la storia della musica è di casa alla FNAC… attraverso le acconciature di Gianni Del Vecchio. ![]() 7/5/2008 |
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IL CIBO IN TV: COME SI SERVE? Confronto internazionale sul fenomeno delle trasmissioni televisive dedicate alla gastronomia. Introduce Carlo Petrini ![]() Focus d’autore: Luciano Emmer con la pastora Cheyenne e l’assaggio di formaggi Film nel piatto: Cous cous di Abdel Kechiche + degustazione Il cous cous di filiera corta Laboratorio del gusto: Mortadella, champagne… e gli intrusi Se è vero, come sostiene Carlo Petrini, che “il cibo sia comunicato dai media in termini di quantità e di spettacolarizzazione e non in termini di qualità, il rischio di banalizzare la complessità di ciò che esso rappresenta e, di conseguenza, anche l’abilità di saperlo tradurre in immagini significative è forte”. A partire da questa constatazione, si svilupperanno i lavori del convegno internazionale Cibo in tv: come si serve? in programma venerdì 9 maggio, alle ore 9.30, nell’Aula A del Dipartimento di Discipline della Comunicazione (via Azzo Gardino, 23), uno dei soggetti portanti della Manifattura delle Arti nell’ambito del festival Slow Food on Film, che proprio domani farà gli onori di casa accogliendo i lavori per l’intera giornata che saranno introdotti dal direttore del Dipartimento, Patrizia Violi. Il convegno proporrà un’analisi sulla produzione attuale: per orientarsi tra i diversi approcci e i tanti modi di “servire” in tv questo complesso argomento, che di volta in volta si fa strumento di educazione, intrattenimento, inchiesta d’attualità, divulgazione scientifica. In apertura dei lavori interverranno poi il presidente di Slow Food Carlo Petrini insieme con il presidente di Coop Italia Vincenzo Tassinari (mentre la conferma della partecipazione di Carlo Freccero, già annunciato dal programma, sarà eventualmente confermata nelle prossime ore qualora siano superati imprevisti impegni personali sopraggiunti in queste ore). Alle 10.30, la tavola rotonda La comunicazione del cibo a cui parteciperà il comico bolognese Patrizio Roversi che disserterà del tema assieme a docenti universitari, esperti del settore e giornalisti quali Maria Pia Pozzato, Pina Lalli, Fabrizio Binacchi e Massimo Montanari. Nel corso del pomeriggio, invece, il confronto Il cibo in tv: i linguaggi possibili toccherà esempi internazionali, coordinati dalla giornalista Stefania Barzini, grazie agli interventi del reporter Stefan Gates, del produttore Marc Perkins, della documentarista Irene Wong, del direttore di Gambero Rosso Channel/ TV Marco Bolasco. e di molti altri protagonisti della tv americana ed europea. Autore caro alla Cineteca di Bologna, Luciano Emmer sarà ospite di Slow Food on Film per un focus speciale a lui dedicato. Emmer sarà al Cinema Lumière per raccontarci una delle più straordinarie storie di anti-modernità, quella di Cheyenne Daprà, giovane pastora che ha compiuto la sua scelta fuori dal tempo: la montagna. Alle ore 16.30 vedremo l’ultimo lavoro di Luciano Emmer, Le pecore di Cheyenne, girato lo scorso anno, diario di quattro giorni – uno per ogni stagione – al seguito di Cheyenne Daprà, delle sue cento pecore, dei suoi tre cani. Sono gli unici personaggi del film e i pensieri di Cheyenne sono il solo commento alle immagini suggestive di un maestro come Emmer. A seguire incontro con gli stessi Emmer e Cheyenne, e con Franco Missironi, produttore di formaggi che ci farà assaggiare le sue delizie. E sempre a proposito di delizie, venerdì 9 maggio ci sarà anche il primo appuntamento con i Laboratori del gusto: alle ore 17 nella Biblioteca Renzo Renzi della Cineteca di Bologna saranno protagonisti alcuni ricercatissimi champagne di piccoli produttori, abbinati ai migliori insaccati della tradizione emiliana, a cominciare dalla mortadella. Costo della degustazione € 25 (€ 20 per i soci Slow Food); info e prenotazioni al numero Tra i tantissimi titoli in programma al Cinema Lumière nella giornata di venerdì 9 maggio, da segnalare anche due eventi speciali fuori concorso: alle ore 18.15, vedremo The Burger and the King, documentario firmato da James Marsh sulla passione compulsiva di Elvis Presley per il cibo, che ha portato il Re del Rock & Roll a quel tracollo d’immagine su cui i media hanno tanto speculato negli anni; alle ore 18.30 è invece in programma Alla ricerca del grande fiume: 154 studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche ci porteranno in un viaggio in bicicletta lungo il Po, dalla sorgente alla foce, alla ricerca del patrimonio ambientale che costeggia “il grande fiume”. |
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