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Vecchio 31-01-2008, 13:02
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Sarkò&Carla: e la maschera diventa trendy ed economica

di Valeria Arnaldi- giovedì 31 gennaio 2008, 07:00

Non potevano che essere quelle da Nicolas Sarkozy e Carla Bruni le maschere più trendy di questo carnevale. Per lui basta un completo rubato al guardaroba di tutti i giorni.
Per lei, un mini-abito che metta in mostra le gambe, o, per le più timide, jeans, camicia, maglioncino blu e maxi-occhiali scuri da diva, a imitare la tenuta egiziana di Carla. Soluzione ideale per coppie o single alla ricerca della propria metà. Ma, soprattutto, per il portafoglio. La vera tendenza, infatti, è risparmiare, diventare «altri» con pochi euro. Gli esempi non mancano. Dalla cronaca rosa - che a chi vuole puntare sul classico assicura l’inossidabile binomio del calciatore e la velina - al grande schermo. Giacca, maglia e t-shirt per aspiranti Nicolas Cage da «Il mistero delle pagine perdute», senza dimenticare occhiali da intellettuale e qualche «pagina». Bene costumi ispirati a «La bussola d’oro»: per diventare come Nicole Kidman basta portare con sé un peluche da indicare come «daimon», animalesco alter ego. Più semplici le maschere composte solo da dettagli, copri-occhi in cartone, trucco o calze e collant bicolore. Se per gli adulti è d’obbligo usare la fantasia, per i piccoli le maschere rimangono griffate. In attesa di vederli sul palco nel loro primo musical, i Gormiti sono protagonisti della festa per lui. Per lei, costumi da Winx enchantix, con ali accese di glitter, dal film «Il segreto del regno perduto».
Articolato il carnevale Disney Store, con la coppia principe Edward e Giselle dal film «Enchanted», abiti delle principesse tradizionali, anche con accessori invernali, o tenute casual di High School Musical. Per sfoggiare i costumi le occasioni non mancano. Si inizia il 31, giovedì grasso. Masquerade party con dj set da Distillerie Clandestine.
Si torna bambini all’associazione culturale «Sotto casa di Andrea» con le sigle dei cartoni animati, eseguite dai MrMagoo. «Grassa» l’agenda del Gilda. Giovedì, house con Andrea Dee, venerdì Revent con revival e video cult, sabato vip con musica house, martedì, maxi-evento «Calciatori e veline», con costumi in tema e biglietti d'ingresso che sono maschere da indossare. Più giorni di festa pure al Micca Club. «In pista a ballare insieme con Chuck Berry, Elvis Presley, Marilyn Monroe» è la promessa del giovedì «Soul food for free» con dj set Marvin. Sabato, «Notte del Giaguaro» con lo swing di Nelly e i suoi Shaker, band di Antonella Aprea. Martedì, Carnival party «Flintstones vs Jetstones», sfida tra preistorici e cosmonauti dei cartoon, burlesque show, live dei Blues Willies e dj. Al Big Mama, giovedì party con le cover beat dei Riding Sixties, sabato Rino Gaetano Band, e martedì, Louisiana Carnival con Louisiana Doctors
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Vecchio 05-02-2008, 13:02
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Dischi in vinile In Italia gli acquisti sono cresciuti del 250 per cento in un anno
In Rete la rivincita degli Lp Vendite boom, Beatles in testa

A 60 anni dalla sua introduzione sul mercato, il disco in vinile non solo sopravvive al progresso tecnologico ma addirittura compete su Internet


MILANO — Hanno tentato di farlo fuori in tutti modi. A colpi di compact disc, minidisc, laserdisc e, ultimo, il download di musica digitale da Internet. Niente da fare, a 60 anni esatti dalla sua introduzione avvenuta nel 1948, il vinile resiste. Piccola enclave dell’industria discografica, addirittura sta conoscendo una seconda giovinezza. Perché, come ha detto Bob Dylan «i dischi moderni sono atroci. Oggi non puoi fare un disco che suoni come quelli che ascoltavo e amo ancora». Dischi in vinile, ovviamente. I numeri sono esigui ma i segnali sono importanti. Nel 2007, in tutto il mondo, sono stati venduti, tra album e 45 giri, 990 mila pezzi in vinile (+15,4 per cento rispetto al 2006) per una quota di mercato pari allo 0,2 per cento (i cd rappresentano ancora l’85 per cento, il download quasi il 15 per cento). In Italia, nel primo semestre dello scorso anno, il fatturato del comparto vinile ammonta a 150 mila euro, che significa 10 mila pezzi venduti. Il 250 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2006.


«Abbey Road» dei Beatles è il vinile più venduto in Rete. Ma nella hit ci sono anche gruppi attuali come i My Chemical Romance

Nicchia in crescita
«Il vinile non rilancia l’industria discografica ma è una nicchia in crescita» dice Enzo Mazza presidente della Fimi, l’associazione che riunisce le principali case discografiche. «Il mercato è ormai polverizzato e la fruizione della musica avviene sotto diversi formati, dai più moderni come la chiavetta usb e il download, a quelli tradizionali, cd e, appunto, il vinile».
Il vinile, nel suo piccolo, è anche un fenomeno di moda a cui il settimanale Times Magazine si è interessato di recente. Scontato che l’acquirente di vinile sia il 40-50enne legato ai miti dell’adolescenza, il fenomeno ora interessa anche i giovanissimi che acquistano l’Lp feticcio, per poi ascoltarlo su mp3 dopo averlo scaricato da Internet.
Gli artisti si adeguano volentieri. I Radiohead per esempio, che hanno sfidato l’industria discografica pubblicando il loro ultimo album In Rainbows su Internet e lasciando decidere ai fan quanto pagare per scaricare le nuove canzoni, dello stesso hanno distribuito nei negozi la versione in vinile. Ogni nuova uscita dei Rolling Stones è accompagnata da una tiratura limitata di copie in vinile. Lo stesso vale per i Depeche Mode, Manu Chao, mentre gli U2, per celebrare i vent’anni di un loro storico album The Joshua Tree, hanno scelto l’edizione in vinile. Tra gli italiani, il bestseller per antonomasia Vasco Rossi dopo aver pubblicato un cofanetto di singoli in versione 45 giri, naturalmente in vinile, si appresta a pubblicare nello stesso formato anche il nuovo disco atteso per quest’anno.
Soluzione scelta anche da Adriano Celentano per l’ultimo «Dormi amore - La situazione non è buona», uscito a fine novembre in versione cd e vinile.

In campo anche le major americane

Se negli Stati Uniti la casa discografica Wea dichiara che le vendite di musica in vinile sono aumentate del 30 per cento, da noi la multinazionale Sony-Bmg ha iniziato a ripubblicare in vinile, al prezzo di 14 euro, alcuni dischi che hanno fatto storia: Elvis Presley, Miles Davis, Lou Reed, Simon & Garfunkel e altri ancora perché «l’obiettivo è offrire un prodotto di alta gamma agli appassionati ma anche avvicinare i più giovani a un prodotto che ha fatto la storia della musica». La Virgin punta su alcuni big della scena alternativa degli ultimi anni quali Blur e Massive Attack e celebra gli anniversari di album come Sgt. Pepper dei Beatles o Never Mind the Bollocks dei Sex Pistols ripubblicando in vinile l’opera originale.

Le catene di negozi si adeguano, così come l’industria dell’alta fedeltà che ha immesso sul mercato nuovi piatti iper tecnologici che arrivano a costare anche 10 mila euro. A Milano e Torino Fnac riserva uno spazio vendite al vinile dove è possibile trovare titoli che non sono più disponibili nel formato cd, operazione ora intrapresa anche da Mediaworld. Fiutando l’affare, anche Amazon, il più importante emporio musicale online, da ottobre ha aperto una sezione dedicata alla vendita di vinile.
Al momento, la classifica dei più venduti vede al primo posto Abbey Road dei Beatles. Ma che non sia solo cosa per nostalgici vecchietti, lo dimostra la presenza nella top ten di The Black Parade dei My Chemical Romance e di Sawdust dei Killers, band dell’ultima ora, molto amate dai ragazzini.

Roberto Rizzo
05 febbraio 2008

da www.corriere.it
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Vecchio 06-02-2008, 15:00
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Edimburgo, 21:19

MUSICA: IN VILLA SCOZZESE 'MEMORABILIA' DI ELVIS PRESLEY

Alcuni 'memorabilia' di Elvis Presley sono stati ritrovati in una villa di Edimburgo. Ne da' notizia la BBC, spiegando che si tratta di un disco d'oro e di una foto autografata dal "re" del rock, oggetti recuperati nei giorni scorsi all'interno di un'abitazione. Probabilmente, secondo quanto riferito dalle forze dell'ordine intervenute e consultate dall'organo di informazione, si tratta di oggetti rubati a qualche collezionista. Comunque - hanno garantito le autorita' - non si tratta di pezzi falsi. "Il loro valore al momento non si puo' ancora determinare - ha detto un portavoce della polizia scozzese -. Speriamo che, se si tratta di refurtiva, si facciano avanti i proprietari e si possa dunque sapere qualcosa di piu' sulla loro provenienza".

da Repubblica.it
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  #4  
Vecchio 06-02-2008, 15:04
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MILANO
LA SOLIDARIETÀ DI UN IMPIEGATO ALLA POLIZIA MUNICIPALE
GLI AMICI DI TINDARO

In mensa mangia solo il primo, il secondo lo porta ai poveri della zona. E adesso i suoi colleghi lo imitano.



Piove e fa molto freddo oggi a Milano. Joseph è accucciato sul sagrato della chiesa di Sant’Alessandro, nel cuore della città. È arrivato dalle isole Mauritius undici anni fa e per vivere si arrangia con piccoli lavori: aiuta qualche anziano a fare la spesa, o taglia l’erba di qualche prato. Quando nessuno lo chiama, passa le sue giornate qui a chiedere l’elemosina. Dice di essere a digiuno da ieri. Tindaro lo saluta e poi gli dà due vaschette: dentro ci sono un po’ di pasta e del tiramisù. Sono una parte degli avanzi della mensa dove Tindaro Scurria, impiegato alla Polizia municipale del Comune, va durante la pausa pranzo.
Ha iniziato cinque anni fa, per caso: «Un giorno, all’entrata della mensa, ho trovato un ragazzo che chiedeva l’elemosina. Io sono contrario a dare soldi, perché spesso finiscono nelle mani degli sfruttatori di chi vive in strada. Ma il sorriso di quel ragazzo mi aveva toccato il cuore. Così decisi di donargli una parte del mio pranzo».
Da allora, tutti i giorni Tindaro paga il pasto completo, ma mangia solo il primo: «Il resto lo porto ai poveri che trovo qui attorno. Non riesco a chiamarli barboni». La voce in breve si è diffusa e qualche collega ha iniziato a mettere da parte una bottiglia d’acqua o un panino, finché Tindaro una volta ha chiesto a Luciano, il titolare della mensa My chef, se poteva dargli gli avanzi del pranzo. Da allora ogni giorno 15-20 persone hanno un pasto caldo.
Non solo: grazie alla solidarietà dei colleghi, Tindaro spesso porta con sé anche scarpe e vestiti. Joseph vorrebbe tanto un sacco a pelo per difendersi dal freddo. «Ho solo dei giacconi da donna, ma te lo troverò», gli promette Tindaro. Si avvicina un altro senzatetto, è italiano. Tindaro gli mostra le sue vaschette.
«Grazie, ho già mangiato. Portale a chi ha bisogno». «Fanno tutti così», commenta Tindaro, «tra loro si aiutano sempre».

Arriviamo in via Torino dove, seduto su una sedia accanto a un’edicola, c’è un omone dalla lunga barba bianca che sta fumando il sigaro. I giornali si sono spesso occupati di lui. Si chiama Roye Lee, ha 72 anni, è americano, ma è in Italia da una vita. Ha scritto centinaia di canzoni, ha conosciuto Frank Sinatra ed Elvis Presley e ha recitato accanto ad Anthony Quinn e Silvana Mangano in Barabba. Vive in strada da quando la moglie lo ha abbandonato, portandosi via le loro due figlie. Accanto a lui ci sono alcuni volontari della Croce Rossa. Non è stata una bella giornata per Roye. Per anni ha vissuto in fondo a un vicolo qui vicino, riparato solo da un telone.
Questa mattina però i vigili e i netturbini gli hanno detto che lì non poteva più stare. Durante lo "sgombero", Roye è caduto e ora mostra il suo ginocchio ferito. Ma sorride sempre e canta con la sua voce calda. «È una nuova canzone, sarebbe bello portarla a Sanremo». Tindaro gli porge una vaschetta con della carne e un po’ di patate. «Dove passerai la notte?». «Non in un dormitorio. Io sono un uomo libero».
Dall’altra parte del marciapiede, davanti alla chiesa di San Sebastiano, c’è Johana. È arrivata dalla Romania un anno fa. Ripete solo: «Grazie, grazie», quando Tindaro le dà la vaschetta con la pasta. Poi con la mano indica i suoi piedi. Le scarpe sono tutte bucate. «Se ne trovo un paio te le porto», le assicura Tindaro. Il tempo della pausa pranzo sta finendo. Tindaro accelera il passo ed entra nel sottopassaggio di piazza Duomo: «Forse ci sono Jurgen e Bianca. Di solito mi aspettano qui». Ma oggi non c’è nessuno. «Capisco se qualche povero viene sfruttato quando cambia spesso il luogo dove si ferma a chiedere l’elemosina. Gli aguzzini non vogliono che i passanti si stufino di vedere sempre le stesse persone. Oppure lo comprendo dal fatto che, pur avendo il contenitore pieno di monete, sono affamati. Ieri uno di loro mi ha confessato di essere a digiuno da più di un giorno».
C’è ancora tempo per dare un piatto di pasta a Nicolae, sotto i portici di piazza Missori. Non ha una gamba e si regge su due stampelle. È in Italia da 4 anni, dorme al Cimitero Monumentale e appena può torna in Romania per portare dei soldi alla moglie e ai tre figli.
«Oggi piove e molti non sono venuti», dice Tindaro: «Umberto forse è all’ospedale, quando l’ho visto l’ultima volta non stava bene». Così il giro si conclude dove era iniziato, nella chiesa di Sant’Alessandro.

Quel che passa il convento
Quando capita, come oggi, che avanzi qualche vaschetta, Tindaro la consegna al parroco, don Antonio Gentile. «Mi dispiace, non è rimasto molto». «Hai portato quel che passa il convento», risponde pronto con una battuta don Antonio: «Ogni giorno qui bussano alla porta moltissime persone affamate. Purtroppo non riusciamo ad accontentare tutti, per questo siamo grati a Tindaro per il suo aiuto».
È tempo di tornare al lavoro. Tindaro si congeda, con un desiderio: «Vorrei tanto trovare un locale dove i miei amici possano riunirsi per mangiare insieme. Mi ricordo quando trentotto anni fa sono arrivato qui dalla Sicilia. Vivevo in un tugurio: quando spazzavo per terra, dal pavimento veniva su una nuvola di polvere. Per questo quando aiuto loro, in realtà aiuto me stesso. Se sono stanco, o arrabbiato, mi basta un loro sorriso per ritrovare la serenità».

Da Famiglia Cristiana.
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Vecchio 09-02-2008, 14:19
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Cher torna a cantare dal vivo e rivela: «Ho detto no a Elvis Presley»



LOS ANGELES, (8 febbraio) - La cantante statunitense Cher, a 61 anni, ha deciso di rompere la sua promessa di abbandonare le scene e tornerà a cantare in un hotel di Las Vegas. Secondo il sito internet "E! Online, la cantante si esibirà, per quattro sere alla settimana, all'Hotel Casino Caesars Palace, per tre anni. «Voglio stare di nuovo qui - ha detto la cantante - e offrire ai miei fans il migliore spettacolo mai presentato dai tempi della mia gioventù». Secondo "E!Online", Cher aveva annunciato, a maggio del 2005, il suo ritiro dalle scene.

Per quanto riguarda la sua vita privata Cher fa una piccante rivelazione: poteva essere Lady Presley. Lo rivela lei stessa, ammettendo di aver rifiutato un invito romantico di Elvis. L'icona del rock'n'roll l'aveva invitata a trascorrere un weekend di passione a Las Vegas, confessando di essere follemente innamorato di lei. «Ero nervosissima, non sapevo che fare e alla fine non sono partita » ha dichiarato, durante un'intervista trasmessa dalla trasmissione televisiva "Good Morning America". Ora Cher si dice pentita di aver perso l'attimo fuggente, ma difficilmente potrà rimediare, a meno che, come sostengono alcuni, Elvis sia ancora vivo.
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Vecchio 09-02-2008, 14:25
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Generazione Rehab - Giovani star in disintossicazione



Amy Winehouse


Sembra un’epidemia. La stessa che colpì mortalmente il rock fra i 60 e i 70, mettendo in fila le croci disperate di Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, fino al più maturo (ma non meno doloroso) annientamento di Elvis Presley nel ’77. Solo che ora non ci sono gli Who di My Generation a cantare «Voglio morire prima di diventare vecchio»: e se la droga pesante accontentò molti degli artisti alla ricerca di percezioni sconosciute, lasciandone altrettanti - da Eric Clapton a Keith Richards fino a Lou Reed - a combattere per anni contro la scimmia, nel ricorso vichiano oggi il fenomeno assume sfumature differenti ma non meno inquietanti. Si rischia così, per confusione, perché così fan tutti, per sballamento mentale, e magari anche - nel caso di Amy Winehouse, l’ultima quasivittima della serie - per l’effetto Maradona, farsi forza nell’andare avanti col successo che preme troppo; e con un amato marito in prigione chissà per quanto.

Li beccano dovunque, con i telefonini. Prima Kate Moss a tirar su coca nello studio dell’allora beau Pete Doherty, poi lei - Amy - pochi giorni fa: a mescolare crack, cristalli e cocaina dentro le apparentemente protettive mura di casa. Li mettono in rete, e ciao. Ed è un’apoteosi di pubblicità non si sa quanto gradita nel caso della Winehouse, artista autentica dei nostri tempi, ridotta a uno straccio e passata dalla Rehab della sua canzone più famosa all’ospedale per via delle pessime condizioni generali. E’ la diva dell’anno, sei nominations l’aspetterebbero per domenica sera a Los Angeles, ai Grammy, il premio più prestigioso della musica popolare: ma gli Usa proprio per via della droga hanno negato il visto. La sua solerte etichetta sta ora organizzando un collegamento via satellite durante cui si farà, naturalmente, finta di niente.

Tutto questo non insegnerà nulla a nessuno. La droga non è più uno scellerato status symbol di una èlite che navigava in una consapevole estetica esistenziale, ma una semplice, generalizzata moda distruttiva che non guarda in faccia l’alto e il basso dell’arte: la prima infatti del nuovo corso a cadere platealmente nella nuova rete è stata proprio Britney Spears, nata come star nel Club Topolino con canzoni chewing gum; la sua crisi vaga fra intolleranza alla pressione mediatica e difficoltà a reggere insieme lo starsystem e il ruolo di madre, in una parola ad affrontare la maturità: non a caso, nel recente ricovero dopo una crisi psichiatrica, i giudici hanno dato al padre la giurisdizione sulla ragazza, proprio come quand’era piccola, e sul suo patrimonio ingentissimo. I figli, chissà quando li vedrà: nella corsa all’autodistruzione, anche per lei c’è stata una insana voglia di essere trendy impasticcandosi e sbevazzando, andando in giro senza mutande con quell’altra campionessa del nulla, Paris Hilton. Povere ragazze.

Già, perché mai come adesso è stato chiaro che, almeno in fatto di additivi chimici, l’uguaglianza dei sessi è andata avanti: sono soprattutto le ragazze che combattono contro la nuova scimmia, che brucia le vite in modi differenti. Pasticche e pasticci, amfetamine ed ecstasy, cristalli e crack. Non solo Whitney Houston, che ancora combatte per tornare a galla, ma ragazze in mezzo ai loro vent’anni, l’età più bella e creativa, in preda a imperscrutabili crisi di nervi. Non solo cantanti ma mezza Hollywood rosa è finita nel labirinto: proprio ieri è stata ricoverata in una esclusiva clinica del remoto Utah, dove già è ricoverata Eva Mendes, Kirsten Dunst, la Maria Antonietta del film e dove è stata a lungo la reginetta dei teen movies Lindsay Lohan. L’hanno vista «bere molto» al Sundance Film Festival, ne hanno notato i comportamenti eccentrici. Pare sia rimasta sconvolta dalla morte del cowboy Heath Ledger, finito all’altro mondo pochi giorni fa per analoghi motivi.

Fa impressione che tutto, e tutti, prendano con una certa leggerezza l’onda anomala che li travolge: come se si trattasse di un gioco, o di un videogioco, dove basta schiacciare un pulsante per tornare alla realtà. Di recente, in una lussuosissima rehab, i californiani del rock duro Queens of the Stone Age hanno preso parte a un concerto organizzato dalla clinica «per tirarsi un po’ su» e hanno attaccato con Feel Good Hit of the Summer, il cui testo comincia così: «Nicotine, valium, Vicodin, marjiuana, ecstasy and alcol...cocaine!!!». Gli hanno tolto la corrente e li hanno buttati fuori, la sera stessa.

MARINELLA VENEGONI

Da La Stampa
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Vecchio 09-02-2008, 16:07
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Cher torna a cantare dal vivo e rivela: «Ho detto no a Elvis Presley»




Per quanto riguarda la sua vita privata Cher fa una piccante rivelazione: poteva essere Lady Presley. Lo rivela lei stessa, ammettendo di aver rifiutato un invito romantico di Elvis. L'icona del rock'n'roll l'aveva invitata a trascorrere un weekend di passione a Las Vegas, confessando di essere follemente innamorato di lei. «Ero nervosissima, non sapevo che fare e alla fine non sono partita » ha dichiarato, durante un'intervista trasmessa dalla trasmissione televisiva "Good Morning America". Ora Cher si dice pentita di aver perso l'attimo fuggente, ma difficilmente potrà rimediare, a meno che, come sostengono alcuni, Elvis sia ancora vivo.

Mamma mia Cher!!! Ma come si fa a dire di no ad Elvis!!!
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Vecchio 10-02-2008, 12:05
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Cher torna a cantare dal vivo e rivela: «Ho detto no a Elvis Presley»

LOS ANGELES, (8 febbraio) - La cantante statunitense Cher, a 61 anni, ha deciso di rompere la sua promessa di abbandonare le scene e tornerà a cantare in un hotel di Las Vegas. Secondo il sito internet "E! Online, la cantante si esibirà, per quattro sere alla settimana, all'Hotel Casino Caesars Palace, per tre anni. «Voglio stare di nuovo qui - ha detto la cantante - e offrire ai miei fans il migliore spettacolo mai presentato dai tempi della mia gioventù». Secondo "E!Online", Cher aveva annunciato, a maggio del 2005, il suo ritiro dalle scene.

Per quanto riguarda la sua vita privata Cher fa una piccante rivelazione: poteva essere Lady Presley. Lo rivela lei stessa, ammettendo di aver rifiutato un invito romantico di Elvis. L'icona del rock'n'roll l'aveva invitata a trascorrere un weekend di passione a Las Vegas, confessando di essere follemente innamorato di lei. «Ero nervosissima, non sapevo che fare e alla fine non sono partita » ha dichiarato, durante un'intervista trasmessa dalla trasmissione televisiva "Good Morning America". Ora Cher si dice pentita di aver perso l'attimo fuggente, ma difficilmente potrà rimediare, a meno che, come sostengono alcuni, Elvis sia ancora vivo.

Cher con Elvis nel 1975

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Vecchio 13-02-2008, 14:28
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LUTTO A LAS VEGAS

E' morto Freddie Bell, ispirò Elvis Presley

L'icona musicale si è spento domenica scorsa, all'età di 76 anni. Le movenze sul palco, alcuni ammiccamenti osè per l'epoca furono un grande insegnamento per Presley, che li fece suoi trasformandoli in una delle principali caratteristiche del suo incredibile successo


Las Vegas, 12 febbraio 2008- Freddie Bell, l'icona musicale che fu tra gli ispiratori di Elvis Presley, si è spento domenica scorsa a Las Vegas, all'età di 76 anni. Bell era da tempo malato di cancro. La sua carriera artistica fu da sempre legata a quella del re del rock'n roll.

I due si incontrarono negli anni '50 nel Nevada: a quel tempo Bell spopolava tra i lussuosi alberghi di Las Vegas con il suo show. Elvis si convinse a proporre due dei successi di Bell rivisitati, che diventarono in breve tempo grandi classici del suo repertorio: 'Hound Dog' e 'Giddy up a ding dong'. Ma non fu solo la musica e il modo aggressivo di rivedere canzoni famose a far 'innamorare' Elvis di Freddie Bell: le movenze sul palco, alcuni ammiccamenti osè per l'epoca (con tanto di spinta pelvica) furono un grande insegnamento per Presley, che li fece suoi trasformandoli in una delle principali caratteristiche del suo incredibile successo.

Bell ha anche interpretato, con il suo gruppo vocale 'The Bellboys', diversi film dell'epoca, tra i quali 'Rock around the clock' del 1956. A dare notizia della sua morte è stato il suo agente, Norm Johnson, come riporta il sito di Usa Today.

Da Quotidiano Net
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